Guida alla corretta manutenzione della batteria dell’eBike

Guida alla corretta manutenzione della batteria dell’eBike

La manutenzione dell’e-bike e della sua batteria è un argomento di primo piano nel momento in cui decidiamo di acquistare un mezzo di questo genere. Bisogna tener presente che il detto “prevenire è meglio che curare” vale anche per le e-bike. Per evitare di incorrere in costi di riparazione proibitivi conviene adottare poche pratiche che devono entrare a far parte della routine di un bravo ciclista.
Arriva l’inverno e con lui arriva a volte anche il momento di mettere da parte l’eBike. Soprattutto se si tratta di una Mtb.
Prendersi cura della batteria

La batteria è il componente più delicato e sensibile della bici elettrica. Con le temperature in calo la capacità della batteria rischia di ridursi con il rischio di avere un’autonomia sempre più limitata. Quando la bici rimane inutilizzata, tanto più se per un lungo periodo, è opportuno rimuovere la batteria e conservarla in un ambiente in cui la temperatura si mantenga tra i 10 e i 20 gradi. La batteria andrebbe mantenuta ad una temperatura ottimale anche durante la ricarica.

Anatomia della batteria

Il tipo di batteria presente da più tempo sul mercato è quello dotato di ioni di litio, un’altra variante è quella ai polimeri di litio, con il 20% in più di densità energetica. Un altro genere di batteria che promette bene in termini di durata è quella a litio-ferro-fosfato, che può superare i 1000 cicli di ricarica. Di regola la durata di vita di una batteria può oscillare tra i 500 e i 1000 cicli completi di ricarica. Ma tutto dipende dalla qualità delle celle che la compongono e dalla manutenzione che gli viene data. Inoltre è importante sapere che la batteria agli ioni di litio perde con il tempo la capacità di stoccaggio. Un deperimento che avviene anche a bici ferma e che non dipende dunque da quanto essa venga utilizzata. Si tratta di una perdita di circa il 5% all’anno. Ma senza la corretta manutenzione può arrivare anche al 10%.

Norme di buona manutenzione

Assodato che investire in una buona batteria è il primo passo per ottenere ottimi risultati anche in termini di durata e autonomia, la manutenzione della batteria dell’e-bike si basa su poche semplici norme:

  • Ricordarsi di ricaricare la batteria dopo ogni utilizzo
  • Se si è di ritorno da un tragitto provvedere a riscaldare la batteria prima di ricaricarla;
  • Quando la bici viene messa da parte per lunghi periodi (come in inverno) cercare di ricaricare la batteria almeno ogni due mesi. Infatti è soggetta a una naturale scarica.
  • Prima del periodo di inattività, l’accumulatore dovrebbe essere carico almeno del 50-70%;
  • Cercare di evitare una grave o totale scarica;
  • Fare attenzione alle basse temperature e all’umidità invernali che potrebbero danneggiare seriamente la batteria.
  • Occorre smontarla dalla bicicletta e riporla in un luogo asciutto con temperature che si mantengono idealmente tra i 10 e i 20°C.
  • Inoltre ricordarsi che se l’e-bike è stata ferma a lungo non si può pretendere immediatamente la sua potenza massima ma avrà bisogno di un po’ di rodaggio.
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GasGas fa il suo debutto nel mercato delle e-bike

GasGas fa il suo debutto nel mercato delle e-bike

Il produttore spagnolo di motociclette GasGas Motos Sa, che appartiene a Pierer Mobility AG, debutterà con le e-bike nel 2021. Il marchio GasGas Bicycles fa parte di Pierer E-Bikes GmbH con base a Munderfing. È gestito anche dagli amministratori delegati di Pexco Susanne e Felix Puello e dai loro due marchi di e-bike Husqvarna e R Raymon già esistenti.

Per la stagione 2021, GasGas aggiunge dodici e-bike al proprio portfolio, tutte alimentate con trasmissioni e-bike Yamaha. Il fiore all’occhiello della gamma è GasGas Enduro Cross 11.0, che monta motore Yamaha PW-X2 con batteria da 630 Wh. Le nuove e-bike dovrebbero essere disponibili dalla primavera del 2021. Le e-bike ideate dal produttore spagnolo saranno vendute attraverso concessionari specializzati.

Un focus sui veicoli a emissioni zero

“Con la nuova linea di prodotti GasGas, siamo sempre più vicini alla nostra vision: essere, cioè, il fornitore leader nel campo dei veicoli a emissioni zero – spiega Hubert Trunkenpolz, CEO di Pierer Mobility – Nei prossimi anni continueremo ad intensificare le nostre attività nel campo della mobilità elettrica a due ruote. Il mercato delle e-bike è in continua crescita e vogliamo continuare a partecipare a questo successo con prodotti innovativi per diversi gruppi target. Pertanto, è anche una conseguenza logica per noi espandere ulteriormente la nostra infrastruttura esistente “, conclude in occasione del debutto nel mercato delle e-bike di GasGas.

Opportunità nella mobilità elettrica

Secondo l’amministratore delegato Susanne Puello, Pierer E-Bikes GmbH vuole “Utilizzare GasGas Bicycles per testare specificamente nuovi territori nel campo della mobilità elettrica, che ancora offre moltissime opportunità. Dalle vendite all’indirizzamento a specifici gruppi target, GasGas offre l’opportunità unica di ripensare le strutture esistenti “.
E anticipa: “Ci apriremo a nuovi orizzonti in termini di attività di comunicazione in mercati diversi. È una grande opportunità per rafforzare un marchio già particolarmente noto nell’Europa meridionale “.

C’è un futuro per il marchio “Ready to Race”?

Alla domanda posta da Bike Europe se l’entrata nel mercato di GasGas Bicycles metterà fine al brand di e-bike una volta annunciato da Pexco e chiamato “Ready to Race” (R2R), la risposta rimane piuttosto vaga. “R2R non è né morto né è mai nato. “

In ogni caso, secondo Felix Puello, amministratore delegato della Pierer E-Bikes GmbH, per la prossima stagione è stata creata una solida gamma di e-bike GasGas. In termini di ricerca, sviluppo e design, l’azienda è rimasta fedele all’immagine del brand spagnolo specializzato in motociclette fuoristrada per trials e competizioni enduro. Pertanto, il portfolio principale include le categorie Enduro Cross, Trail Cross, Cross Country e Dual Cross.

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Shimano partecipa alla crescita di e-Novia con un prestito obbligazionario da 21 milioni

Shimano partecipa alla crescita di e-Novia con un prestito obbligazionario da 21 milioni

Il Consiglio di Amministrazione di e-Novia, la Fabbrica milanese di imprese deep tech, ha informato di aver finalizzato il collocamento di un prestito obbligazionario convertendo per 21 milioni di euro. Un’azione che fa parte di una più ampia operazione di fundraising da 30 milioni di euro. E il colosso giapponese Shimano partecipa alla sua crescita diventando di fatto Socio della “Enterprises Factory”

Chi è e-Novia

“E-Novia è la Fabbrica di Imprese, dove le idee si trasformano in prodotti, i ricercatori sviluppano esperienze imprenditoriali, e le startup si modellano in imprese. E-Novia dal 2014 promuove, costituisce e sviluppa società innovative nelle aree della robotica, intelligenza artificiale e mobilità. E lo fa attraverso la valorizzazione delle proprietà intellettuali sviluppate con istituti di ricerca e corporate internazionali”. E-Novia ha al suo interno una divisione consolidata di startup dedicate alla mobilità a due ruote, con soluzioni specifiche di Abs per e-bike, sospensioni elettroniche già testate da squadre professionistiche e un sistema di cambio automatico.

Il ruolo di Shimano nel prestito obbligazionario a e-Novia

Non a caso tra i nuovi investitori che hanno sottoscritto l’emissione appare un colosso nel settore delle biciclette come Shimano. Il leader mondiale della componentistica per MTB e bici da corsa negli ultimi anni si è espanso fino ad avere nelle batterie per e-bike una delle colonne principali della crescita.
«Per Shimano quella con e-Novia è una partnership strategica di lungo termine, a tutto campo, che ci coinvolge in prima istanza come obbligazionisti e poi, in futuro, anche come azionisti, per lo sviluppo di idee per la nuova mobilità» commenta Thom van Egmond, Cfo di Shimano Europe. L’obiettivo? “Soluzioni di intelligenza artificiale per la nuova mobilità in condivisione e la sensoristica per la comunicazione con gli altri mezzi di trasporto»

Lo strumento è stato equamente sottoscritto dagli attuali azionisti e dai nuovi investitori internazionali che hanno creduto nel modello di e-Nova. Ma anche dagli investitori privati, realizzando così l’operazione di crowdfunding più importante in Italia.
“I proventi – si legge nel comunicato stampa di e-Novia – saranno utilizzati per sostenere gli obiettivi di crescita fissati dal piano industriale, a partire dallo sviluppo del portfolio con il consolidamento di iniziative esistenti e la nascita di nuove tecnologie.” Tra gli obiettivi anche “L’espansione della presenza su nuove geografie e il rafforzamento del modello di Fabbrica attraverso il consolidamento delle relazioni con i centri di ricerca e i politecnici e con l’attrazione di nuovi talenti. L’ambizioso piano di sviluppo porta la società a intraprendere un percorso verso il mercato dei capitali con l’obiettivo di completare il processo di trasformazione in Public Company.”

La società a più alta crescita in Italia e in Europa

Nel 2019 la Fabbrica delle Imprese ha realizzato un valore dei ricavi di 10,6 milioni di euro, una crescita significativa anche rispetto alle ultime previsioni di chiusura, già al rialzo, di fine anno.
La Fabbrica dimostra dunque sostenibilità finanziaria, malgrado il periodo che stiamo affrontando, mantenendo una posizione netta che a fine 2019 evidenziava un surplus di cassa di circa 6,5 milioni di euro.
Risultati, questi, che posizionano e-Novia ancora nelle classifiche delle società a più alta crescita in Italia e in Europa, confermando la qualità dell’operato della Fabbrica e delle Imprese.

 Un nuovo modello di sviluppo di imprese innovative

“Aver concluso con successo il prestito obbligazionario in questa particolare condizione, e aver ottenuto la fiducia di operatori internazionali leader nei loro settori, testimonia l’attenzione degli investitori a una realtà espressione dell’economia reale” afferma Vincenzo Russi, CEO e cofondatore di e-Novia. “Nuovi investitori che si uniranno agli azionisti storici per allargare la compagine di stampo industriale alla quotazione.”

“e-Novia, la Fabbrica di Imprese – conclude Vincenzo Russi – ha dimostrato di saper interpretare l’innovazione tecnologica realizzando un nuovo modello di sviluppo di imprese innovative. Modello che, nella concretezza dei risultati raggiunti, sviluppa e supera gli strumenti e i processi degli attuali sistemi di sostegno alle giovani iniziative imprenditoriali innovative.”

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Scott Ransom eRide | 180 mm per un grande divertimento

Scott Ransom eRide | 180 mm per un grande divertimento

Scott Ransom eRide: informazioni e prezzi

Scott Ransom eRide monta un Bosch eBike System con motore Performance CX. Ha una escursione importante sia all’anteriore che al posteriore da 180 mm. La prima parte della corsa è molto sensibile, la parte centrale risulta sostenuta e la parte finale è progressiva per scongiurare i fine corsa. Le ruote sono da 29 ″. Se necessario, il telaio è compatibile con le ruote da 27,5 ” più piccole e la geometria può anche essere adattata alle proprie esigenze utilizzando un “flipchip”. Grazie a questi dati chiave dovrebbe fare una bella figura su discese accidentate, salti o percorsi tortuosi e brillare sui sentieri di casa così come nel bike park. La nuova Scott Ransom eRide è stata costruita sul modello della sua omonima non motorizzata. La cinematica della parte posteriore a quattro snodi è ottimizzata appositamente per le esigenze dell’e-mountain bike ed è pensata per combinare una reattività sensibile con una forte progressione del finale. La batteria integrata da 625 Wh è ovviamente rimovibile. Ransom eRide è disponibile in due configurazioni: Scott Ransom eRide 910 è il modello di fascia alta che viene fornito con sospensioni Fox, una trasmissione SRAM Eagle e freni a quattro pistoncini Shimano XT. Il costo è di € 6.999 | Qui puoi consulatre la Scheda tecnica Scott Ransom eRide 920, è la versione leggermente più economica. Monta anch’essa freni a quattro pistoncini Shimano e trasmissione SRAM, ma si affida a una forcella ammortizzata RockShox Zeb con 180 mm di escursione. Il costo è di € 5.599 | Qui puoi consulatre la Scheda tecnica  

Motor System

La Scott Ransom eRide è alimentata con un Bosch Performance CX. Il motore arriva fno ad un massimo di 85 Nm ed è alimentato da una grande batteria PowerTube da 625 Wh. Il controllo avviene con display Bosch Purion. Motore: Bosch Performance CX | Presentazione Bosch Performance Line CX

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US: le eBike non sono più considerate veicoli a motore

US: le eBike non sono più considerate veicoli a motore

Le eBike non sono più considerate un veicolo a motore e si riappropriano delle piste ciclabili e delle strade dove fino ad oggi non potevano circolare.
Si prevede dunque una forte spinta nella vendita delle e-Bike negli Stati Uniti ora che il Dipartimento degli Interni ha rilasciato le regole finali per l’uso delle biciclette elettriche su terreni pubblici.
Questo nuovo regolamento definisce più chiaramente le biciclette elettriche e non le descrive più come veicoli a motore. Tutto questo conferisce ai governatori locali l’autorità di consentire il loro utilizzo su sentieri non motorizzati.

eBike veicoli a motore

Siamo molto grati che questo nuovo regolamento del Dipartimento degli Interni Americano definisca più chiaramente l’identità delle biciclette elettriche“. Ha affermato Larry Pizzi, presidente della sottocommissione e-Bike di PeopleForBikes e CCO Alta Cycling Group.
Il nuovo regolamento secondo Pizzi finalmente “offre ai rappresentanti delle autorità locali il potere di consentirne l’uso su sentieri non motorizzati. Questa nuova regola si applica ai terreni pubblici federali gestiti dal Bureau of Land Management, National Park Service, Fish and Wildlife Service e Bureau of Reclamation“.

 

Cosa comporta questo cambiamento

  • Le eBike non sono più definite come veicoli a motore o fuoristrada.
  • I ciclisti di bici elettriche hanno diritti, privilegi e doveri simili ai ciclisti tradizionali.
  • I gestori locali del territorio possono autorizzare alcune o tutte le classi di eBike a circolare su strade, piste ciclabili e sentieri dove le biciclette tradizionali sono permesse.
  • I gestori locali del territorio mantengono il controllo sulle decisioni prese in collaborazione con il pubblico.

Secondo il Dipartimento degli Interni, le regole finali adottano in gran parte la definizione federale esistente di e-bike intesa come ciclo a due o tre ruote con pedali completamente azionabili e un motore elettrico non superiore a 750 watt. Le regole guardano al sistema di classificazione sviluppato dalla maggioranza degli stati per distinguere tra diversi tipi di e-Bike. Questi nuovi regolamenti chiariscono l’autorità del National Park Service, del Bureau of Land Management, del Fish and Wildlife Service e del Bureau of Reclamation per aumentare le opportunità di svago con le e-bike. I regolamenti chiariscono che le agenzie possono consentire le biciclette elettriche su strade e sentieri aperti alle biciclette tradizionali attraverso l’emissione di decisioni site-specific.

Per i termini di utilizzo, gli Stati Uniti utilizzano un sistema a 3 classi.

  • Classe 1: solo pedalata assistita; velocità massima assistita 20 mph (32,1 km/h)
  • Classe 2: solo assist in accelerazione; velocità massima del motore 20 mph.
  • Le classi 1 e 2 sono regolamentate come le biciclette.
  • Classe 3: solo pedalata assistita; velocità massima assistita 28 mph (45 km/h).
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Incentivi mobilità a Milano: bruciati in 24 ore. Il 65% dei soldi alle auto.

Incentivi mobilità a Milano: bruciati in 24 ore. Il 65% dei soldi alle auto.

E’ tempo di tirare le somme per quanto riguarda quel milioncino di incentivo che il Comune di Milano ha previsto a favore di “veicoli a minore impatto ambientale e mezzi di mobilità non alimentati con motore endotermico.” (il Bando del Comune di Milano del 6/7/2020 è diponibile qui )
Com’è andata? Per alcuni, pochi, è andata molto bene.
Per gli altri, davvero tanti, molto male.
Qui ci sono le ‘classifiche’ di quelli che hanno ottenuto il bonus ( qui ) e di coloro che sono restati alla porta ( qui ).
Si trattava di un’iniziativa molto apprezzata dai cittadini che ora rischia però di lasciare malcontento.
Certi che il futuro della mobilità urbana sarà in buona parte elettrico e che rmane super-apprezzata una spinta per accelerare anche l’acquisto e l’uso di eBike, ci sono sei punti critici che meritano di essere sottolineati.

1. Incentivo solo per il 10% delle domande

In un mese, dal 6/7/2020 al 4/8/2020, i cittadini milanesi hanno presentato 3.327 domande.
Hanno beneficiato dell’incentivo solo 302 persone. Meno di una domanda su dieci. Le altre non hanno ancora avuto risposta.

2. Il 65% delle risorse sono andate a chi ha cambiato l’auto

C’e’ aria di presa in giro, di scarsa coerenza, di improvvisazione. Nel bando c’era di tutto: dalle auto elettriche alle ibride fino alle benzina Euro 6, oltre a scooter ed eBike.
Dagli allegati pubblicati in questi giorni dal Comune di Milano emerge che le risorse sono andate via così:
– 650.000 Euro (pari al 65% delle risorse disponibili) sono stati mpiegati per ‘incentivare’ la sostituzione di 106 auto (ibride, benzina euro 6, elettriche, GPL o ibride benzina/gpl, metano o ibride benzina/metano),
– il 13% delle risorse è andato a chi ha acquistato moto, scooter, motorini 
– il 22% per l’acquisto di eBike e cargo eBike

3. Una agevolazione retroattiva, ma per finta

L’agevolazione si poneva ‘retroattiva’: rivolta anche a coloro che comprarono una eBike appena usciti dal lock-down a partire dal 4 maggio. Eppure il Comune non è stato capace di distinguere tra coloro che hanno fatto domanda avendo già comprato un mezzo, e coloro che hanno fatto domanda e il mezzo dovevano ancora comprarlo. “Mi sento presa in giro”  diceva ieri un’amica. “Sarà possibile presentare la domanda di rimborso per gli acquisti effettuati dal 4 maggio 2020 in poi, diceva il Sindaco. Peccato che i contributi non sono stati erogati seguendo l’ordine cronologico degli acquisti come sarebbe stato logico. Ma sono andati a coloro che erano pronti ad inviare la domanda per primi. Io ho saputo che era uscito il bando il giorno dopo quando ormai non c’erano più soldi!”.

4. Un click day senza preavviso

Le risorse disponibili pari ad un milione sono state bruciate con le domande presentate nelle prime 24 ore. Un click day in perfetto stile. Ma nessuno era pronto a presentare la domanda. I cittadini non sono stati informati in modo adeguato dell’opportunità.
Il bando è uscito il 6/7/2020. Era stato anticipato da un comunicato del Comune il lontano 29 maggio ( qui )
Nei giorni appena precedenti la pubblicazione non si è sentito nessun annuncio, nessuna voce. Nulla.
Il 5 luglio ci sarebbe voluto un comunicato stampa in modo che i giornali uscissero con la notizia: “oggi scatta il click day per gli incentivi”. E invece nulla.
Le newsletter del Comune di Milano ‘Informami’ dei giorni prima e dopo il 6 luglio non menziona il bando.
Il 6 luglio sui quotidiani in edicola non c’e’ traccia della notizia.
Dalle classifiche pubblicate in questi giorni alle ore 11 del 7 luglio 2020 le domande pervenute avevano già colmato le dsponibilità. Chi ha mandato la propria domanda dopo quell’ora è restato fuori.
Con pigro ed incomprensibile ritardo c’e’ un post del 7 luglio alle ore 14.00 sul proflo istituzionale Facebook del Comune di Milano che ‘strilla’ la pubblicazione del bando avvenuta il giorno prima. Peccato che a quell’ora non ci fosse più nulla da strillare. I soldi erano già stati spesi tutti.

5. Un bonus troppo ‘grasso’

E’ chiaro che siano benvenute tutte le misure volte a favorire mezzi sostenibili e non inquinanti nelle città. Ci vuole un ‘boost’ all’acquisto di eBike. In Francia un piccolo incentivo proposto un paio di anni fa ha consentto al settore di decollare. Ma le cose ci si aspetta che vengano fatte un po’ meglio. Forse il bonus è stato addirittura troppo importante. Perchè un incentivo del 60% fino a 1.500 Euro massimo per spingere all’acquisto di una eBike e addirittura 9.600 Euro per una vettura elettrica quando hai solo un milione di budget?

6. Potevano avvisare che i soldi erano già finiti!

Se dopo 24 ore, il 7 luglio alle 11 i soldi erano già finiti, perchè nessuno del Comune di Milano ha alzato la mano e ha pensato di avvisare i “cari concittadini”?

Si vedrà a questo punto se il Comune vorrà trovare le risorse per riproporre la misura. Con l’auspicio che ci sia maggiore chiarezza fin dalle prime battute. Che non si generino false illusioni come è avvenuto a questo giro.
All’interno di questo bando, vi saranno poi dei contriibuti stanzati ma non erogati (quelli che hanno chiesto soldi per un’auto che magari non compreranno mai). Si spera che vadano a soddisfare alcuni tra coloro che sono restati alla porta.

Aggiornamento del 14/10/2020

Quanti soldi sono stati chiesti? E quante domande sono state fatte?

Nel periodo ‘Fase 1′ dal 6/7/2020 al 4/8/2020 sono state presentate domande per euro 10.250.000 di incentivo cosi’ distribuite:
– cambio di auto (circa 7 milioni e 1.200 domande)
– acquisto di scooter con o senza rottamazone – misura B e C | circa 1.275.000 euro e 520 domande)
– eBike o cargo eBike – misura D ed E | incentivi rchiesti per Euro 2.050.500 a fronte di 1.367 domande.

Chi è in lista d’attesa ha qualche speranza? E che cosa deve fare?

Per coloro che si trovassero in lista d’attesa ( quindi la cui domanda figura in questo file qui ) è poco chiaro cosa debbano fare. E se abbiano ancora qualche speranza di rcevere l’incentivo.
L’Unità Sviluppo Sistemi per la Mobilità del Comune di Milano fa sapere che “le domande pervenute nella 1^ finestra temporale che non possono essere finanziate per esaurimento delle risorse disponibili, indicate nell’allegato “C” 1^ finestra temporale – elenco domande in lista di attesa, saranno valutate in base all’ordine cronologico di invio telematico della richiesta, solo nelle seguenti fattispecie:
– si registrino delle economie, a seguito dell’erogazione dei contributi concessi ai soggetti ammessi in graduatoria alla Fase 2 di richiesta di liquidazione del contributo e rendicontazione dell’investimento, sufficienti a finanziare, anche solo in parte, le richieste in lista di attesa; 
– le risorse stanziate per finanziare il bando vengano integrate con ulteriori fondi dell’Amministrazione Comunale o di altri Enti.
Sarà nostra cura inviare comunicazione di ammissibilità qualora vi siano fondi disponibili
Solo i soggetti le cui domande sono ammesse a contributo potranno procedere a rendicontare la spesa mediante l’applicativo.”
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Sentenza a Palermo: l’e-Bike con Walk Assist non è ciclomotore

Sentenza a Palermo: l’e-Bike con Walk Assist non è ciclomotore

La sentenza della quinta sezione civile del tribunale di Palermo parla chiaro. Le e-Bike con Walk Assist non sono ciclomotori.

La battaglia legale si è conclusa con la vittoria di alcuni proprietari di biciclette a pedalata assistita che grazie all’appoggio di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), insieme alle aziende produttrici e ai negozianti hanno messo un punto all’annosa questione. Il caso era scoppiato a causa di una lunga serie di multe e di sequestri ingiustificati sul territorio nazionale e in particolare nella città di Palermo.

L’imputato: il Walk Assist

Causa del dibattito è il “walk assist”, ovvero l’assistenza alla camminata che è possibile attivare su quasi tutti i tipi di biciclette elettriche. Si tratta di fare partire il motore dell’eBike manualmente per aiutare la spinta. Da attivarsi nel caso in cui, per esempio, il ciclista non può pedalare e deve invece, spingere il mezzo su una salita impervia. O per lunghi tratti in montagna. Un supporto utile anche quando la bicicletta è a pieno carico o quando la strada è troppo sconnessa per permettere una pedalata sicura.

Avvocato alla difesa: ANCMA

Il dispositivo sembra però aver creato non poche discussioni nel nostro bel Paese e sono fioccate multe a discapito degli ignari ciclisti che, a ragion veduta, si comportavano come se fossero in possesso di una classica bicicletta. L’assenza di casco, la sosta in rastrelliere sembra che non siano andate giù ai vigili urbani. Ma ci ha pensato ANCMA a far luce sulla questione.
“Questa episodica ed errata interpretazione ha prodotto multe per svariate centinaia di euro e sequestri (guida senza casco e mancanza di assicurazione) – ha dichiarato per mezzo di una nota questa mattina l’Associazione – colpendo soprattutto gli ignari utenti della strada e indirettamente anche le imprese costruttrici che hanno messo sul mercato le loro biciclette rispettando le norme europee e nazionali vigenti”.

Il mercato dell’e-Bike in Italia

In un mercato che, sempre di più, si apre in tutta Europa in direzione della bici elettrica, in Italia fino ad oggi si stava discutendo se l’e-Bike non fosse in realtà un ciclomotore.
Come conseguenza è stato indirettamente disincentivato l’utilizzo delle e-Bike in un contesto urbano.
Il mercato delle e-Bike in Italia si muove più lentamente rispetto ad altri paesi del continente europeo, come la Svizzera, ad esempio. In territorio elvetico è stato registrato, infatti, un vero e proprio boom nelle vendite della bicicletta a pedalata assistita.

“Oggi possiamo dire finalmente di avere ottenuto giustizia in un ambito della mobilità su due ruote in forte espansione che, con immutata fiducia nell’operato delle Forze dell’Ordine, richiede comunque attenzione per i fenomeni di illegalità legati alla manomissione dei motori elettrici per aumentare potenza e velocità”.

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Svizzera | da 10 anni le eBike tirano il mercato bici

Svizzera | da 10 anni le eBike tirano il mercato bici

Il mercato delle biciclette in Svizzera ha chiuso il 2019 in crescita trascinato da un aumento sorprendente del numero di eBike vendute.
Dal 2010 la vendita delle eBike registra una crescita importante mentre il mercato della bicicletta classica è in calo.
Nel 2010 venivano vendute in Svizzera crca 40.000 eBike. Esse rappresentavano poco piu’ del 10% del mercato complessivo. Negli ultimi 5 anni la crescta media anno su anno è stata del 18%. Nel 2019, ultima rlevazione da parte d Velosuisse, le eBike vendute sono state 133.033 e rappresentavano il 36% delle vendite.

L’eBike trascina la crescita del mercato svizzero

Il motore della crescita in Svizzera è quello della bicicletta elettrica. Dopo il boom di vendite nel 2018 che ha registrato un tasso di crescita del 27%, nel 2019 è tornata sui lvelli degl anni precedenti ed è del 19,1%.

grafico mercato eBike svizzera

Analizzando i dati raccolti è interessante osservare come in previsione di un incremento continuo in positivo nel mercato della bici elettrica nel 2022 il numero di eBikes vendute potrebbe superare quello delle classiche bike.

Anche la vendita delle eMTB è quasi raddoppiata in soli due anni superando le 51.200 unità vendute rispetto alle 28.700 del 2017.

Il mercato della bici classica perde terreno

Grazie al progresso delle eBike, le biciclette classiche continuano a perdere terreno. Nella categoria città e tempo libero, il calo è stato addirittura dell’8,6% mentre la MTB regolare mantiene una posizione forte e ha perso solo l’1,5% del volume delle vendite.
Si registra inoltre un lieve incremento delle vendite nel segmento “bici sportive”. Velosuisse segna un + 2,1% da attribuirsi principalmente alla novità delle bici gravel. Una categoria  che è stata registrata per la prima volta, infatti, nel 2019. Con un volume di vendite di 5.992 ha probabilmente causato le perdite nella categoria bici da strada.

I dati forniti da Velosuisse però, registrano solo la vendita offline. Il 2020 riserverà indubbiamente delle sorprese considerando che l’accesso al negozio fisico era impedito a causa del lockdown.

 

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Valtellina Ebike Festival: 19 e 20 settembre al Polo Fieristico di Morbegno

Valtellina Ebike Festival: 19 e 20 settembre al Polo Fieristico di Morbegno

Alla sua prima edizione il Valtellina Ebike Festival ha già tutte le carte in regola per essere un successo clamoroso. Un evento da segnare sul calendario per tutti gli anni a venire.
Il Valtellina Ebike Festival è dedicato a tutti gli appassionati di Mountain Bike, più o meno esperti.

Tante competizioni per tutti i gusti

Il Festival Ride stupirà i partecipanti con un percorso suggestivo, immerso nella natura mozzafiato della Bassa Valtellina.
L’E-Enduro Race, con una lunghezza di circa 32km, invece è la competizione dedicata a chi preferisce il brivido delle discese adrenaliniche in un sentiero alpino che raggiunge i 1000 metri di dislivello in negativo.

I tour esplorativi e le avventure guidate

Il programma del festival prevede inoltre un’ampia scelta di E-bike Tours nei luoghi più suggestivi del territorio.
Sono stati studiati sei percorsi per rispondere alle esigenze esplorative e alla preparazione fisica di ogni partecipante. I tour consentiranno di esplorare il territorio della Bassa valtellina con delle guide d’eccezione. Sarà possibile apprezzare le bellezze naturalistiche locali e le specialità culinarie della zona. In un’immersione a 360 gradi nella verdissima Valtellina.

Come prenotare

Le iniziative hanno un numero massimo di partecipanti. Il fine è quello di non creare situazioni caotiche e di garantire a ogni biker un’esperienza piacevole.
Per questo motivo il Polo Fieristico di Morbegno sarà aperto din da venerdì 18 settembre dalle ore 16 alle ore 20 per il ritiro dei pacchi gara e per le iscrizioni last minute. Inoltre per chi vive nei paraggi gli organizzatori invitano caldamente ad anticipare i tempi di ritiro dei pacchi gara, in modo tale da non congestionare i desk durante l’evento.
Per quanto riguarda le prenotazioni e le iscrizioni alle gare possono essere eseguite sul sito ufficiale dell’evento: clicca qui.
Si potrà invece, accedere senza biglietto al villaggio del Valtellina Ebike Festival.

Chi può partecipare alle iniziative

Il Festival Ride e le E-Bike Tour sono aperte ai maggiori di 16 anni. La E-Enduro Race invece è accessibile per i soli maggiorenni.
Ogni partecipante dovrà presentarsi alle competizioni o ai tour con una eMTB propria o prenotata con largo anticipo contattando il noleggio fornito dall’organizzazione del festival.

Certificati medici richiesti

L’iscrizione alla E-Enduro Race comporta il possesso di un certificato medico sportivo per attività agonistica. Per quanto riguarda il Festival Ride e le escursioni non è richiesto alcun certificato.

Le iscrizioni sono aperte e il Valtellina E-Bike Festival promette di essere una scommessa vinta nel mondo eMTB italiano.

 

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La famiglia Yamaha si allarga: nuovo ‘Urban’ PW CE e nuova batteria

La famiglia Yamaha si allarga: nuovo ‘Urban’ PW CE e nuova batteria

Tre le novità del 2021, Yamaha, leader pionieristico nel campo dell’Ebike, preannuncia l’entrata in campo della serie PW CE della nuova batteria External Crossover 500.

Il nuovo motore è il più leggero, compatto e silenzioso progettato da Yamaha, la nuova batteria: più performante.
L’esperienza dell’azienda giapponese, unita all’avanguardia del suo reparto di ricerca e sviluppo hanno dato vita alla soluzione perfetta per chi ha scelto l’Ebike come mezzo di trasporto alternativo in città.
Estrema maneggevolezza, versatilità e praticità superiori sono la pronta risposta a un mercato dell’Ebike in profondo cambiamento e in forte espansione.

La nuova unità motore Yamaha sarà più leggera

La nuova serie PW CE, nella sua versione con freno a contropedale, pesa soltanto 2,9 kg è l’unità motore più leggera mai creata da Yamaha. Vantando una potenza nominale di 250 W e di 50 Nm di coppia, presenta una conformazione estremamente compatta. Questo consentirà ai produttori europei di e-bike di sviluppare telai di nuova generazione con un profilo più essenziale, più snello e più pulito.

Unità motore più silenziosa che mai

Gli ingegneri di Yamaha hanno sviluppato un modello altamente performante dal punto di vista delle emissioni acustiche. Riducendo l’attrito e aumentando la scorrevolezza a giovarne sarà anche l’udito. Un motore elegantemente silenzioso che renderà la guida del mezzo green ancora più in linea con la natura.

Il sistema Quad Sensor

Con la volontà di raggiungere l’ideale dell’ “essere un tutt’uno con la macchina” il team di Ricerca e Sviluppo Yamaha ha integrato le tecnologie “Quad Sensor System” e “Automatic Support Mode”.
Il sistema Quad Sensor aggiunge un sensore angolare per rilevare l’inclinazione di salita o discesa della bici, oltre alla velocità di marcia, alla rotazione della pedivella e ai sensori di coppia di pedalata esistenti.
Sia che si decida di utilizzare la bici per gli spostamenti in città sia che si voglia piuttosto scalare una salita più impervia in mezzo alla natura, la nuova unità motore PW CE risponde con precisione a qualsiasi cambiamento di percorso. Anche le frenate improvvise e le ripartenze sono calcolate e elaborate dagli algoritmi Yamaha. La fluidità e la scorrevolezza di pedalata è garantita. Il sistema dunque permette di rilevare automaticamente le condizioni di guida e fornisce la potenza di assistenza e di accelerazione appropriate al momento giusto.Se però si desidera passare manualmente tra le modalità di assistenza, è possibile disattivare la modalità di supporto automatico.

La funzione Walk Assist

Quando invece la bicicletta viene spinta a mano, per necessità di parcheggio o a causa di un carico pesante, interviene la funzione “walk assist”. Indipendentemente dal rapporto scelto il supporto sarà bilanciato sul ritmo di camminata. Un sistema intelligente che risponde alle necessità del ciclista in ogni momento; in sella e non.

Le caratteristiche tecniche: in breve

  • Potenza nominale di 250W
  • Coppia di 50 Nm
  • Unità motore più leggera mai realizzata da Yamaha con i suoi 2,9 kg
  • Motore più silenzioso progettato dal team Yamaha
  • Design compatto e pulito
  • software per l’assistenza alla guida che offre una guida più naturale e scorrevole
  • Walk assist per parcheggi e manovre

La nuova batteria Yamaha

La nuova batteria Yamaha External Crossover 500, oltre ad essere compatta e più leggera ha la qualità di poter essere integrata a diversi tipi di telaio. Gli ingegneri Yamaha l’hanno progettata per adattarsi sia al tubo obliquo sia davanti al tubo della sella. Ricaricabile in sole 4 ore, la nuova batteria vanta una praticità di bloccaggio e di sistema di sgancio per rimuoverla che la rende intuitiva e semplice da utilizzare. Una batteria che ha tutte le caratteristiche per essere la fonte di alimentazione ideale per la nuova unità motore serie PW CE.

Yamaha si conferma azienda leader nel settore in termini di affidabilità. La sua storia è garanzia di successo e qualità. Prima nel mondo a progettare il prototipo di bicicletta che montava meccanismo PAS (Power Assyst System), Yamaha si mantiene al passo con i tempi. Comprende i cambiamenti del mercato e fornisce la risposta anche alle domande che devono ancora essere formulate.

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