E’ tempo di tirare le somme per quanto riguarda quel milioncino di incentivo che il Comune di Milano ha previsto a favore di “veicoli a minore impatto ambientale e mezzi di mobilità non alimentati con motore endotermico.” (il Bando del Comune di Milano del 6/7/2020 è diponibile qui )
Com’è andata? Per alcuni, pochi, è andata molto bene.
Per gli altri, davvero tanti, molto male.
Qui ci sono le ‘classifiche’ di quelli che hanno ottenuto il bonus ( qui ) e di coloro che sono restati alla porta ( qui ).
Si trattava di un’iniziativa molto apprezzata dai cittadini che ora rischia però di lasciare malcontento.
Certi che il futuro della mobilità urbana sarà in buona parte elettrico e che rmane super-apprezzata una spinta per accelerare anche l’acquisto e l’uso di eBike, ci sono sei punti critici che meritano di essere sottolineati.

1. Incentivo solo per il 10% delle domande

In un mese, dal 6/7/2020 al 4/8/2020, i cittadini milanesi hanno presentato 3.327 domande.
Hanno beneficiato dell’incentivo solo 302 persone. Meno di una domanda su dieci. Le altre non hanno ancora avuto risposta.

2. Il 65% delle risorse sono andate a chi ha cambiato l’auto

C’e’ aria di presa in giro, di scarsa coerenza, di improvvisazione. Nel bando c’era di tutto: dalle auto elettriche alle ibride fino alle benzina Euro 6, oltre a scooter ed eBike.
Dagli allegati pubblicati in questi giorni dal Comune di Milano emerge che le risorse sono andate via così:
– 650.000 Euro (pari al 65% delle risorse disponibili) sono stati mpiegati per ‘incentivare’ la sostituzione di 106 auto (ibride, benzina euro 6, elettriche, GPL o ibride benzina/gpl, metano o ibride benzina/metano),
– il 13% delle risorse è andato a chi ha acquistato moto, scooter, motorini 
– il 22% per l’acquisto di eBike e cargo eBike

3. Una agevolazione retroattiva, ma per finta

L’agevolazione si poneva ‘retroattiva’: rivolta anche a coloro che comprarono una eBike appena usciti dal lock-down a partire dal 4 maggio. Eppure il Comune non è stato capace di distinguere tra coloro che hanno fatto domanda avendo già comprato un mezzo, e coloro che hanno fatto domanda e il mezzo dovevano ancora comprarlo. “Mi sento presa in giro”  diceva ieri un’amica. “Sarà possibile presentare la domanda di rimborso per gli acquisti effettuati dal 4 maggio 2020 in poi, diceva il Sindaco. Peccato che i contributi non sono stati erogati seguendo l’ordine cronologico degli acquisti come sarebbe stato logico. Ma sono andati a coloro che erano pronti ad inviare la domanda per primi. Io ho saputo che era uscito il bando il giorno dopo quando ormai non c’erano più soldi!”.

4. Un click day senza preavviso

Le risorse disponibili pari ad un milione sono state bruciate con le domande presentate nelle prime 24 ore. Un click day in perfetto stile. Ma nessuno era pronto a presentare la domanda. I cittadini non sono stati informati in modo adeguato dell’opportunità.
Il bando è uscito il 6/7/2020. Era stato anticipato da un comunicato del Comune il lontano 29 maggio ( qui )
Nei giorni appena precedenti la pubblicazione non si è sentito nessun annuncio, nessuna voce. Nulla.
Il 5 luglio ci sarebbe voluto un comunicato stampa in modo che i giornali uscissero con la notizia: “oggi scatta il click day per gli incentivi”. E invece nulla.
Le newsletter del Comune di Milano ‘Informami’ dei giorni prima e dopo il 6 luglio non menziona il bando.
Il 6 luglio sui quotidiani in edicola non c’e’ traccia della notizia.
Dalle classifiche pubblicate in questi giorni alle ore 11 del 7 luglio 2020 le domande pervenute avevano già colmato le dsponibilità. Chi ha mandato la propria domanda dopo quell’ora è restato fuori.
Con pigro ed incomprensibile ritardo c’e’ un post del 7 luglio alle ore 14.00 sul proflo istituzionale Facebook del Comune di Milano che ‘strilla’ la pubblicazione del bando avvenuta il giorno prima. Peccato che a quell’ora non ci fosse più nulla da strillare. I soldi erano già stati spesi tutti.

5. Un bonus troppo ‘grasso’

E’ chiaro che siano benvenute tutte le misure volte a favorire mezzi sostenibili e non inquinanti nelle città. Ci vuole un ‘boost’ all’acquisto di eBike. In Francia un piccolo incentivo proposto un paio di anni fa ha consentto al settore di decollare. Ma le cose ci si aspetta che vengano fatte un po’ meglio. Forse il bonus è stato addirittura troppo importante. Perchè un incentivo del 60% fino a 1.500 Euro massimo per spingere all’acquisto di una eBike e addirittura 9.600 Euro per una vettura elettrica quando hai solo un milione di budget?

6. Potevano avvisare che i soldi erano già finiti!

Se dopo 24 ore, il 7 luglio alle 11 i soldi erano già finiti, perchè nessuno del Comune di Milano ha alzato la mano e ha pensato di avvisare i “cari concittadini”?

Si vedrà a questo punto se il Comune vorrà trovare le risorse per riproporre la misura. Con l’auspicio che ci sia maggiore chiarezza fin dalle prime battute. Che non si generino false illusioni come è avvenuto a questo giro.
All’interno di questo bando, vi saranno poi dei contriibuti stanzati ma non erogati (quelli che hanno chiesto soldi per un’auto che magari non compreranno mai). Si spera che vadano a soddisfare alcuni tra coloro che sono restati alla porta.

Aggiornamento del 14/10/2020

Quanti soldi sono stati chiesti? E quante domande sono state fatte?

Nel periodo ‘Fase 1′ dal 6/7/2020 al 4/8/2020 sono state presentate domande per euro 10.250.000 di incentivo cosi’ distribuite:
– cambio di auto (circa 7 milioni e 1.200 domande)
– acquisto di scooter con o senza rottamazone – misura B e C | circa 1.275.000 euro e 520 domande)
– eBike o cargo eBike – misura D ed E | incentivi rchiesti per Euro 2.050.500 a fronte di 1.367 domande.

Chi è in lista d’attesa ha qualche speranza? E che cosa deve fare?

Per coloro che si trovassero in lista d’attesa ( quindi la cui domanda figura in questo file qui ) è poco chiaro cosa debbano fare. E se abbiano ancora qualche speranza di rcevere l’incentivo.
L’Unità Sviluppo Sistemi per la Mobilità del Comune di Milano fa sapere che “le domande pervenute nella 1^ finestra temporale che non possono essere finanziate per esaurimento delle risorse disponibili, indicate nell’allegato “C” 1^ finestra temporale – elenco domande in lista di attesa, saranno valutate in base all’ordine cronologico di invio telematico della richiesta, solo nelle seguenti fattispecie:
– si registrino delle economie, a seguito dell’erogazione dei contributi concessi ai soggetti ammessi in graduatoria alla Fase 2 di richiesta di liquidazione del contributo e rendicontazione dell’investimento, sufficienti a finanziare, anche solo in parte, le richieste in lista di attesa; 
– le risorse stanziate per finanziare il bando vengano integrate con ulteriori fondi dell’Amministrazione Comunale o di altri Enti.
Sarà nostra cura inviare comunicazione di ammissibilità qualora vi siano fondi disponibili
Solo i soggetti le cui domande sono ammesse a contributo potranno procedere a rendicontare la spesa mediante l’applicativo.”